PORTO GIGLIO - CAMPESE

Info

Il nome dell' Isola potrebbe suggerire la presenza del noto fiore, oppure della dominazione fiorentina. Nulla di tutto questo, il nome deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco Capra ovvero Aegilium , dunque Isola delle Capre.Le coste dell' Isola si sviluppano per circa 28 km con una costa che alterna scogliere granitiche con calette e spiagge sabbiose. Il territorio, per la maggior parte selvaggio, e la particolare conformazione montuosa, invitano a delle escursioni nell'interno. Percorsi comunque abbastanza facili visto che la maggior altezza dell' Isola viene raggiunta con il M.te Pagana alto circa 500 mt. Infatti, se da una parte, le coste e le baie sono imperdibili per la loro bellezza e varietà, dall'altra parte l'interno dell'isola offre uno spaccato di storia davvero fuori dal comune.

Profilo di percorso

Segnavia           Percorrenza Dislivello   Distanza

 

Itinerario

 

Arrivare all' Isola è semplice, da ogni direzione si provenga bisogna raggiungere la laguna di Orbetello e dirigersi a Porto S. Stefano da dove è possibile imbarcarsi per l'isola. Il modo migliore per visitare l'isola è a piedi oppure in bicicletta. L'utilizzo delle auto e delle moto è regolamentato in special modo nel periodo estivo. Da Porto s. Stefano il viaggio dura circa un'ora. porto giglio

 

Numerosi sono i sentieri che permettono di apprezzare il paesaggio, la natura e la storia dell'isola. E' possibile l'attraversamento dell' Isola percorrendo i sentieri che uniscono i paesi oppure raggiungere, le calette e gli antichi siti.

 

porto giglio Giglio Porto è l'unico porto dell'isola circondato dalle case multicolore. Costruito per la prima volta dai Romani rimase tale per 18 secoli.
 

Da qui inizia il percorso che ci porterà a Giglio Castello. Il punto di partenza è nella parte alta del paese a circa 2 km dal porto. Il sentiero è quasi tutto lastricato per favorire il percorso, nei tempi passati, dei muli e delle merci. Le indicazioni sono scarse ma non ci si può sbagliare. Porto Castello è cinto da mura imponenti e fu eretto dai Pisani nel XII sec. castello

 

Proviamo a guardare dentro le mura scoprendo le vie strette sormontate da archi e dai balzuoli.

 

viuzze viuzze viuzze

 

Non dimentichiamo prima di intraprendere il nuovo percorso di assaggiare un bicchiere di vino Ansonaco presso una delle Osterie del paese. Vino e olio di oliva hanno assicurato ai Gigliesi, anche nei peggiori momenti della storia , il minimo sostentamento. Infatti l'uva Ansonica possiede la caratteristica di mantenersi intatta nel tempo e quindi ben si disponeva per il trasporto. I Romani potevano quindi assaggiare il buon sapore dell'uva venuta dalle coste rocciose e granitiche del Giglio.